16/06/15

L'ultima sigaretta



Questa è l’ultima, giuro.

Ahhh, che data meravigliosa, una data memorabile per smettere di fumare. Quando mi chiederanno «Stefano, hai smesso di fumare?» potrò rispondere orgoglioso che sì, in data palindroma 15/1/51, quando compio esattamente 51 anni, ho spento l’ultima sigaretta. Lo so che i più astuti rivedranno in me un inetto ben più illustre, so che ho smesso di fumare innumerevoli volte negli ultimi 35 anni. Ma questa è una data troppo perfetta, non la posso sprecare per aspettarne un’altra. Oggi smetto sul serio. Stavolta lo metto pure per iscritto.

Eccomi qui, ho pensato a tutto: luogo, data e persino ora. Sono le 15:51 del 15/1/51 e osservo il mare. Sto per accendermi l’ultima Marlboro, che fumerò lentamente, gustandola, tiro dopo tiro, e il Tirreno mi fa da testimone.

G.G. (Bellaria, Rimini,  13 giugno 2015)

15/06/15

apenas...

segurava-o entre o indicador e o médio... seus dedos eram grossos, assim como suas unhas, que chamavam a atenção por seu esmalte vermelho-quero-te-seduzir... de vez em quando, levava-o até os lábios carnudos, tragava e então exalava a fumaça girando levemente a cabeça para um dos lados... encostada na parede, observava os transeuntes... e também era observada... alguns inclusive mexiam com ela... tanto num sentido quanto no outro... o vestido era clássico, preto, mas marcava suas partes íntimas, volumosas... levava sobre ele um casaquinho para suportar a brisa fresca do outono... e uma bota-sou-sexy-mesmo mais por questões de estilo... jogou então a bituca no chão, pisou de uma forma levemente sensual e seguiu andando, como se estivesse desfilando... pegou um chiclete na sua bolsa e seguiu o seu caminho, divando...

Tiago Elídio... 15/6/2015... Rio de Janeiro...

09/06/15

Love at second, third, X sight



A volte il Destino ti piazza la persona giusta proprio lì, come una pedina sul tabellone da gioco. Stoc! Ecco che con uno schiocco compiaciuto poggia la pedina in una giornata qualsiasi, in un ostello qualsiasi, proprio lì, sulla casella accanto, ad esempio l’amaca vicino alla tua, in una città sudamericana qualsiasi. Fortaleza. O magari preferivi l’Asia?

Si diverte con questi giochetti, gli piace scommettere con qualcuno un poco meno cinico di lui che non la noterai. E per buttare un pizzico di pepe sul tabellone, sul gioco e sull'amaca cerca anche di stuzzicarti: «To', guarda,» ti dice, «te l'ho messa proprio qui, a ciondolare di fianco a te, la vedi? La vedi quanto è perfetta?» Ma niente, sa benissimo che è il momento sbagliato, lo fa apposta. Sa benissimo che quando sei troppo occupato a stare male, non la noterai, la persona giusta.

A volte, anni dopo, il Destino ricade in tentazione, mette di nuovo quella pedina sul tuo cammino. Proprio quella. Et voilà, Stoc! Pronto a scommettere con quell'altro. Fa partire un messaggino, due o tre risposte, "Hey, posso chiederti se alla fine ti sei sposato?" "Sì, ma è finita subito dopo". Ricomincia a punzecchiarti: «To', stavolta vi confeziono pure i progetti di vita uguali uguali. Avete in mente le stesse città, vi incastrereste perfettamente. Ahhh, ora l'hai notato quanto è bello, eh?» Ma lo sa benissimo che stai ancora soffrendo per un altro, lo fa apposta. Adora allestire dei perfetti momenti sbagliati. Non è cattivo, è fatto così, ha solo il vizietto del gioco d’azzardo. 

Ma non sempre vince, altrimenti che gusto ci sarebbe? A volte, infatti - e per fortuna - capita che il Destino perda la scommessa con quel qualcuno un poco meno cinico di lui: Cupido.


G.G. (Milano, 8 giugno 2015)

08/06/15

Fortaleza...

A vista é bela,
o mar é verde, 
a brisa é fresca,
a Praia de Iracema,
o sol é forte,
a chuva é rápida,
o centro é histórico,
o Dragão do Mar,
a comida é gostosa,
o povo é gentil,
o sotaque é distinto,
a Praia do Futuro.
E estas são as impressões...

Tiago Elídio... 5/6/2015... Rio de Janeiro...

05/06/15

Panico



No no no non di nuovo
I rasoi nella doccia Non voglio entrare in doccia I rasoi
Dov’è la mia coinquilina Non voglio che mi veda così Cosa le dico No dalla stanza non esco
Ma queste pareti Le pareti si avvicinano Le pareti mi soffocano Il pavimento mi risucchia
Sono io veramente io? O sto vedendo il film della mia vita? Perché è tutto così irreale Perché mi vedo fuori dalla scena?
Non di nuovo Ti prego Non di nuovo
Forse se mi stendo un attimo Mi stendo un po’ Ora passa Calmo devo stare calmo È tutto nella mia testa
No no no Il soffitto si avvicina
Il soffitto mi schiaccia Il cuore batte troppo forte Troppo forte Non respiro Non riesco più a respirare Mi sta venendo un infarto Sto per morire Lo so che sto per morire Se non muoio allora stavolta impazzisco
Sono pazzo Posso fare del male a qualcuno Io non voglio fare male a nessuno Smettila di parlarmi! Posso farlo a me stesso Magari non me ne accorgo nemmeno perché sto impazzendo Sono come quei tizi al telegiornale che sclerano, ammazzano i famigliari e poi rimuovono l'omicidio Non se lo ricordano nemmeno Sono forse anch’io un potenziale assassino?
Devo uscire Devo uscire da questa stanza
E ora che faccio? Esco di casa? Forse una passeggiata al parco Devo camminare Il cuore, oddio, il cuore Cos’è questo formicolio alle mani E la luce? 

«Luca ti senti bene?»
«La vedi anche tu la luce così strana?»

Non di nuovo Ti prego Non voglio far del male a nessuno Rimarrò così per sempre

«Luca?»
«Scusami devo uscire. Scusami. Ciao.»

Come spiegartelo Non capisci Mi crederesti pazzo Aiutami Qualcuno mi aiuti a respirare


G.G. (Porto Valtravaglia, 5 giugno 2015)

01/06/15

fluxos...

o fluxo da consciência segue o fluxo frenético da cidade... barulho de trânsito, buzinas, narinas entupidas de poluição... espirros... olhos fixos na tela do computador, tentando se concentrar num trabalho técnico de prazo apertado... a boca sente sede... pausa e volta... a bexiga pede para ser esvaziada... pausa e volta... olhos novamente fixos na tela... começam a ficar pesados... chegou o sono e tudo começou a rodar... o corpo pede cafeína... pausa... aroma... degusta e desperta... embora não tanto... o corpo pede nicotina... pausa, na varanda... o fluxo de consciência mira o céu e alça voo a lugares longínquos... mas retorna alguns minutos depois.... de volta à cadeira... digitações... pausa para e-mails... pausa para facebook... nada muito interessante... uma coisa ou outra chama a atenção... e novas páginas são abertas... quando percebe, está navegando por lugares que nem havia imaginado... compartilha com as amigas e conversa sobre outras coisas pelo chat... momento descontração... o fluxo é constante e não para... o relógio também não... hora de exercitar-se... degraus abaixo... passos descompassados pelas ruas... degraus acima... namastê!... posição de lótus... olhos fechados... concentração na respiração... observar o ar entrando pelas narinas, passando pela garganta, descendo pela traqueia e chegando aos pulmões... observar o ar saindo dos pulmões, passando pela traqueia, depois pela garganta e saindo pela narinas... observar o ar entrar mais frio e sair mais quente... mentalizar a chama de uma vela entre as sobrancelhas... uma chama dourada e tranquila... inspira, oooooooooooooom... inspira, oooooooooooooom... inspira, oooooooooooooom... ouve-se o mantra, relaxa-se... o fluxo de consciência se encontra em um estágio de tranquilidade, com apenas alguns resquícios do fluxo frenético do mundo externo... algumas imagens que insistem em aparecer de vez em quando... mas rapidamente se desvanecem, pois o corpo e a mente estão agora leves e equilibrados... namastê!...

Tiago Elídio... entre as nuvens, em algum ponto entre Rio de Janeiro e Fortaleza... 1/6/2015...