08/06/15

Fortaleza...

A vista é bela,
o mar é verde, 
a brisa é fresca,
a Praia de Iracema,
o sol é forte,
a chuva é rápida,
o centro é histórico,
o Dragão do Mar,
a comida é gostosa,
o povo é gentil,
o sotaque é distinto,
a Praia do Futuro.
E estas são as impressões...

Tiago Elídio... 5/6/2015... Rio de Janeiro...

05/06/15

Panico



No no no non di nuovo
I rasoi nella doccia Non voglio entrare in doccia I rasoi
Dov’è la mia coinquilina Non voglio che mi veda così Cosa le dico No dalla stanza non esco
Ma queste pareti Le pareti si avvicinano Le pareti mi soffocano Il pavimento mi risucchia
Sono io veramente io? O sto vedendo il film della mia vita? Perché è tutto così irreale Perché mi vedo fuori dalla scena?
Non di nuovo Ti prego Non di nuovo
Forse se mi stendo un attimo Mi stendo un po’ Ora passa Calmo devo stare calmo È tutto nella mia testa
No no no Il soffitto si avvicina
Il soffitto mi schiaccia Il cuore batte troppo forte Troppo forte Non respiro Non riesco più a respirare Mi sta venendo un infarto Sto per morire Lo so che sto per morire Se non muoio allora stavolta impazzisco
Sono pazzo Posso fare del male a qualcuno Io non voglio fare male a nessuno Smettila di parlarmi! Posso farlo a me stesso Magari non me ne accorgo nemmeno perché sto impazzendo Sono come quei tizi al telegiornale che sclerano, ammazzano i famigliari e poi rimuovono l'omicidio Non se lo ricordano nemmeno Sono forse anch’io un potenziale assassino?
Devo uscire Devo uscire da questa stanza
E ora che faccio? Esco di casa? Forse una passeggiata al parco Devo camminare Il cuore, oddio, il cuore Cos’è questo formicolio alle mani E la luce? 

«Luca ti senti bene?»
«La vedi anche tu la luce così strana?»

Non di nuovo Ti prego Non voglio far del male a nessuno Rimarrò così per sempre

«Luca?»
«Scusami devo uscire. Scusami. Ciao.»

Come spiegartelo Non capisci Mi crederesti pazzo Aiutami Qualcuno mi aiuti a respirare


G.G. (Porto Valtravaglia, 5 giugno 2015)

01/06/15

fluxos...

o fluxo da consciência segue o fluxo frenético da cidade... barulho de trânsito, buzinas, narinas entupidas de poluição... espirros... olhos fixos na tela do computador, tentando se concentrar num trabalho técnico de prazo apertado... a boca sente sede... pausa e volta... a bexiga pede para ser esvaziada... pausa e volta... olhos novamente fixos na tela... começam a ficar pesados... chegou o sono e tudo começou a rodar... o corpo pede cafeína... pausa... aroma... degusta e desperta... embora não tanto... o corpo pede nicotina... pausa, na varanda... o fluxo de consciência mira o céu e alça voo a lugares longínquos... mas retorna alguns minutos depois.... de volta à cadeira... digitações... pausa para e-mails... pausa para facebook... nada muito interessante... uma coisa ou outra chama a atenção... e novas páginas são abertas... quando percebe, está navegando por lugares que nem havia imaginado... compartilha com as amigas e conversa sobre outras coisas pelo chat... momento descontração... o fluxo é constante e não para... o relógio também não... hora de exercitar-se... degraus abaixo... passos descompassados pelas ruas... degraus acima... namastê!... posição de lótus... olhos fechados... concentração na respiração... observar o ar entrando pelas narinas, passando pela garganta, descendo pela traqueia e chegando aos pulmões... observar o ar saindo dos pulmões, passando pela traqueia, depois pela garganta e saindo pela narinas... observar o ar entrar mais frio e sair mais quente... mentalizar a chama de uma vela entre as sobrancelhas... uma chama dourada e tranquila... inspira, oooooooooooooom... inspira, oooooooooooooom... inspira, oooooooooooooom... ouve-se o mantra, relaxa-se... o fluxo de consciência se encontra em um estágio de tranquilidade, com apenas alguns resquícios do fluxo frenético do mundo externo... algumas imagens que insistem em aparecer de vez em quando... mas rapidamente se desvanecem, pois o corpo e a mente estão agora leves e equilibrados... namastê!...

Tiago Elídio... entre as nuvens, em algum ponto entre Rio de Janeiro e Fortaleza... 1/6/2015...

26/05/15

in a place not far far away...

abriu seus olhos lentamente... ainda estava na mesa de operações, mas a cirurgia já havia terminado... havia sido um procedimento rápido e o chip havia sido implantando com sucesso no seu cérebro... como ainda era do tempo em que os bebês não nasciam com o aparato tecnológico já embutido nos genes, teve que se submeter ao procedimento... mas a partir de agora, era mais um computador pulsante... podia fazer troca-troca de dados com qualquer máquina existente no mundo, sem nem precisar encostar seu dedo em nada, nem olhar para um leitor de córneas... suas informações pessoais se cruzavam com todas as outras do universo sem precisar se conectar com algum cabo em alguma entrada... as nuvens virtuais circulavam por todos os cantos, evaporando uns dados aqui, precipitando outros dados acolá... e trocas intensas e instantâneas eram feitas entre todos os usuários... no entanto, era necessário liberar o sistema pessoal para poder participar... e aceitar os termos e condições... mas todos aceitavam sem pensar e liberavam geral... e viviam uma verdadeira orgia virtual... e ele não podia ficar de fora...

Tiago Elídio... Rio de Janeiro... 26/5/2015...

Paranoie moderne


Claudio, te lo devo raccontare, una cosa assurda. Stamattina mi sono svegliata con un prurito all’osso sacro. Mi sono grattata e ho sentito qualcosa, tipo una ciste. È cresciuta sempre di più, sempre di più, a me pare una coda. Una coda, cazzo! Aspe’, ti mando una foto.

[Foto]

Ma la vedi? Ma che è? Secondo te è una coda? Avrò preso troppe pilloline in palestra? Me lo diceva il personal trainer che stavo esagerando. E adesso come ci vado al mare st’estate? Sto coso mi esce dal costume! Devo farmi vedere da uno specialista secondo te? Tu che ti occupi di malattie strane lo devi sapere, quei fiori di bat che fai secondo te funzionano? Ho provato a tagliarla ma fa un male cane.

Visualizzato 22:24

Cla', guarda che stavolta non scherzo, è grave, ci sto uscendo matta. Mi rispondi?

Visualizzato 22:46

Ce l’hai con me? Che t’ho fatto? Perché leggi i messaggi e non rispondi? Sei arrabbiato perché ti ho rincorso per strada settimana scorsa? Dai, non ho urlato così tanto, ero veramente preoccupata per lo sfogo sul collo.

Visualizzato 22:53

Ah so cos'hai, sei arrabbiato perché ti ho assillato quando pensavo mi stesse crescendo un terzo occhio e invece era un brufolo... Ma ammettilo, era enorme!

Visualizzato 22:58

Ti posso chiamare? È che hai cambiato numero, e io non ho il tuo numero nuovo.
Scusa eh, ma questo visualizzato senza risposta non lo capisco proprio, ho visto che sei online.

Visualizzato 23:04

Ma li mortacci tua.

Visualizzato 23:06


G.G. (Porto Valtravaglia, 24 maggio 2015)

19/05/15



2 agosto 1849

Siamo salpati da Cesenatico. Ana sta male, è febbricitante, ed è incinta. Ho paura di perderla.

Che potevo fare, io ho seguito il mio destino, sono nato marinaio, viaggiatore, rivoluzionario. Ma per seguire la mia indole ho messo a repentaglio la vita di chi amo. E se fossimo rimasti in Uruguay? Se il mio destino si fosse compiuto in Sud America e lì avessi dovuto riposarmi con affetti e famiglia? Eppure sento che il destino ha altre carte da servirmi, c'è molto da fare e il mio paese ha bisogno di me. So che Ana pensa lo stesso, e questo mi rincuora.

Mi sento diviso tra due mondi, è forse questa la mia casa? È forse questa la mia terra? L’Italia è piena di voltagabbana, non sai mai di chi fidarti. Ci sarà da fidarsi dei piemontesi? Certe volte, di notte, sento ancora le chitarre dei gauchos; a volte sento che ormai la mia terra sta altrove.
Ho bisogno di un coraggio sovraumano, per me e per Anita. Terra d’Italia, sii gentile con lei, dacci la forza.

G.G.


G.G. (Torino, 18 maggio 2015)