31/12/16

Rituali per un buon inizio

Scegliere l'agenda che più ci aggrada. Colore, forma, grandezza, disposizione di giorni e settimane. Ci accompagnerà per tutto l'anno, bisogna sceglierla con cura.
Annotare banalissimi propositi. Bere meno, smettere di fumare, non arrabbiarmi, imparare a lasciar perdere. Innamorarmi. Incastrarmi meno in situazione di merda.
Bruciare il vecchio calendario, senza dar fuoco al giardino o alla casa dei vicini.
E ricominciare. Certo, potremmo farlo ogni giorno, non servono scadenze. Ma certe date spezzano la quotidianità, forse ci fanno aprire gli occhi. Sono giri di boa mentali, epifanie forzate.  Forse così, esaminandoci in date precise, ci viene più facile vedere le cazzate che facciamo e provare a rimediare.



GG (Lavagna, GE, 31 dicembre 2016)

26/12/16

Città Vuota

Busso alla porta dell'hotel, dove sarà il campanello? Tic, tac, tic, tac. Passano i minuti, nessuna risposta. Busso più forte. Tic, tac. Comincio a dubitare che sia un hotel, d'altronde il tizio del passaggio non l'aveva mai sentito nominare. Sento ciabattare dall'altro lato, c'è qualcuno. Mi apre un vecchino ricurvo su un bastone, passo lento, abiti da nonno. Mi fa entrare in una hall deserta e buia. Accende una lampada, ha prenotato? Rispondo in uno spagnolo stentato, sì, gli dico, sul sito. Documenti, operazioni di routine, ecco la chiave, stanza 101, primo piano. Questa invece è la chiave dell'albergo. Chiedo del banco escursioni, quale banco escursioni?, quello che pubblicizzate sul sito, ah no, non c'è, provi a chiedere alle agenzie in centro, questa e quest'altra, se le trova aperte. Ringrazio, prendo la chiave, porto la valigia su per le scale ed entro in una stanza gelida. Impreco. Metto il condizionatore al massimo, 30 gradi. E riscendo nella hall, di nuovo deserta, nessuna traccia del vecchio. Mi chiudo la porta dell'hotel alle spalle ed esco in una città altrettanto deserta. Vuote le strade, vuoti i caffè, vuoto tutto.
Bar chiusi, agenzie di turismo sedate, tra ciottoli e palazzi rinascimentali.
Può una città morire così d'autunno?

G.G. (Úbeda, novembre 2016)

21/11/16

momentos efêmeros em cafés madrileños...

Café de La Luz, Madrid, 22 de outubro de 2016...
ah, os cafés madrileños... saudades de vir passar os fins de tarde aqui, degustando um café com leite, apreciando o ambiente decorado de forma fofa... mas tinha me esquecido que os espanhóis também são um pouco ruidosos... ou será apenas hoje? preciso voltar para avaliar... enquanto isso me esvaio em meus pensamentos... em meus efêmeros momentos...

El Cafelito, Madrid, 27 de outubro de 2016...
sim, os espanhóis são um pouco ruidosos mesmo... mas tudo bem, os cafés continuam sendo agradáveis... estou sem uifi, "converse entre si!"... bueno, mas não tenho companhia, sino mi libro... o amor dos homens avulsos... leio e sou levado de volta ao Rio de Janeiro da década de 70... mas um desastrado garçom me traz de volta a Madrid de 2016... derrubou toda sua bandeja... por sorte, não em mim! bueno, sigo a leitura em meio aos ruídos...

La Infinito, Madrid, 28 de outubro de 2016...
por fim, um café silencioso, com música suave e pássaro voando na parede rumo ao infinito... (...) pois la llorona de Chavela Vargas irrompe e arranca o silêncio do local com seus gritos intensos... (...) e então "gracias a la vida..." me arrepia todo... que linda canção...

La Infinito, Madrid, 8 de novembro de 2016...
"¿y cuándo te vas?" pues esta pregunta que me hacen ahora más a menudo ya me hace percibir que pronto ya se acaba la magia madrileña... me dio mucha ilusión estar aquí en esta ciudad que me encanta... no se si sólo por estar aquí por periodos definidos que sé cuando comienzan y cuando van a terminar o si la ciudad es así porque sí y ya... de todas formas me renueva siempre... me recarga las baterías para seguir viviendo en la complicada latinoamérica... pues bien... un cafecito tranquilo, ¡por favor!

15/10/16

haicai...

folhas secas caindo
raízes presas ao chão
envelhecimento

Tiago Elídio... 30/9/2016...

tirinha-haicai


Tiago Elídio... Rio de Janeiro... 13/9/2016...
*inspirada no haicai de Matsuo Bashō...

12/10/16

Haiku nel Bosco

Cupreo il tappeto

di foglie e ricci schiusi

piomba nel sonno.


G.G. (Castelveccana, 8 ottobre 2016)


10/10/16

Love is...

... accepting each other's demons.


G.G. (Porto Valtravaglia, 10 ottobre 2016)

17/08/16

Confessioni tardive

«Avrei dovuto chiamare, so che ci tenevi.»
«Ci pensi più di me a quella telefonata, solo perché non è avvenuta. A me non interessa, raccontami qualcosa di bello.»
«Sono stata in Costiera, l'amavi così tanto, tutti i tuoi quadri...»
«Ti è piaciuta, vero?»
«Bellissima. Siamo sempre stati più simili di quanto volessimo ammettere.»
«E le sfogliatelle, me le hai portate?»
«Era il weekend di Ferragosto, ho cercato un forno aperto alle 5 del mattino per tutta Napoli, non l'ho trovato.»
«Pazienza, non credo che potrei mangiarle.»
«Scusa, avrei dovuto comprarle il giorno prima. Avrei dovuto fare tante cose, tornare prima, chiamare, salutarti. Sono arrivata troppo tardi.»
«È andata così, vai avanti, fai pace con i rimpianti. Sapevo che eri felice, che vivevi davvero, ed è giusto che fosse così a 20 anni. Ero felice per te. E se proprio vuoi sentirtelo dire, ti perdono, anche se non ho bisogno di perdonarti per aver vissuto la tua vita. Sei sempre stata uno spirito libero, non sarebbe stato giusto costringerti a restare.»
«Grazie.»
«Devo andare, ma torna più spesso. Grazie per i fiori. La prossima volta facciamo due passi, tutti questi morti fanno un gran baccano. Ti ricordi il Cesare? È il mio vicino di tomba, una vera seccatura, proprio come ai vecchi tempi.»
«Non sei cambiato, ti sei sempre lamentato di tutti.»


G.G. (Napoli, agosto 2016)